martedì, 15 Settembre 2026

omelia MESSA CIMITERO – 18 GIUGNO 2026 (novena San Giovanni)


Stiamo concludendo l’anno pastorale con la festa del nostro patrono san Giovanni Battista.
Il nostro Santo Patrono, con il suo diremmo ”impeto” , ci ha insegnato cosa conta veramente nella vita.
La conversione a cui spesso egli fa riferimento non è tanto una conversione sullo stile di vita momentaneo, ma il dove conduce questa conversione.
La meta è l’incontro con Dio ed affinché non ci siano legami che ci ostacolano questo incontro, cioè il peccato, abbiamo bisogno di una liberazione che solo Dio ci offre e che noi accogliamo.
Il gesto del Battesimo di Giovanni rimane solo un gesto se poi non c’è una continuità.
Il profeta ci ricorda che il senso vero ed ultimo, da una parte va vissuto in una realtà che ci invita ad andare da un’altra parte e noi invochiamo questa “Grazia” affinchè il cuore non perda mai la certezza che Dio accoglie le nostre fragilità e ci chiede costantemente di affidarci a Lui.
Riprendiamo quello che si dice nella preghiera quando concludiamo il rito delle esequie:” Nella tua clemenza cancella i peccati che ha commesso
per la fragilità della condizione umana e concedigli il perdono e la pace”.

Viviamo una fragilità umana, ma la Misericordia divina è immensa.
Pensiamo ad un passo del vangelo che riguarda Giovanni il Battista che ci aiuta a riflettere su questo passaggio: ”In verità io vi dico che fra i nati di donna non è sorto nessuno maggiore di Giovanni il Battista, però il minimo nel regno dei cieli è maggiore di lui“. (Mt 11,11)
Ricordo ancora la lezione del prof. Pinciroli che, a riguardo, diceva così: ”Giovanni è una grande, un titolo che Gesù gli dà, è una qualcosa di unico, è più grande di Abramo e Mosè, eppure, non si può salvare senza la grazia di Dio”.
Chi è già nel regno dei cieli, chi ha ricevuto il Battesimo di Cristo, vive la gioia eterna.
Noi viviamo questo momento di preghiera oggi, ma non solo in questa celebrazione perché siamo al cimitero, ma ogni volta che celebriamo la S. Messa, anche quella feriale in cui siamo in pochi o ai funerali, invocando, anzi meglio dire “mendicando” la Sua Grazia.
“Beati i poveri in spirito”, beati coloro che riconoscono che la vera ricchezza non è di questo e in questo mondo.
In Quaresima vi feci una provocazione che poi ho ripreso in altre occasioni: ”Quando pensi che il male ha vinto sul bene, allora vieni qui, in questo luogo e vai a domandare ad uno ad uno, chi ha vinto veramente”.
Giovanni il Battista ci ricorda che la conversione è riconoscere ciò che è la vera vittoria, vivere in Cristo perché il resto è nulla.