martedì, 15 Settembre 2026

I doni delle stagioni


Una leggenda betlemita dice che le varie stagioni dell’anno,
vedendo che la loro consorella, l’inverno,
non sapeva offrire nulla al Bambino Gesù nel presepio,
si presentarono a Lui, per offrirgli quanto ognuna aveva di migliore.
Si fece innanzi la primavera, e pose sotto gli occhi del Bambino celeste tutti i suoi fiori,
dai più umili ai più superbi.
Il Bambino stese la manina, e prese un rametto di biancospino:
il candore della purezza, il coraggio nel dolore.
Si fece innanzi l’estate, con i suoi frutti.
Gesù accolse una spiga: «Essa da nutrimento e vita agli uomini;
io darò, col mio Corpo, il nutrimento e la vita alle loro anime».
Venne poi l’autunno e Gesù, stesa la manina, strinse un grappolo d’uva:
«Il mio Sangue sarà bevanda per le anime».
Allora si avanzò, vergognoso, anche l’inverno, e offrì la neve soffice e candida.
La nostra anima deve presentare al Signore gli stessi doni, simboli della santa Comunione:
la purezza immacolata, difesa con lo spirito di sacrificio, per produrre fiori e frutti di tutte le virtù cristiane.