Viviamo questo momento di preghiera a conclusione dell’estate e ci prepariamo all’inizio del nuovo anno pastorale.
Lo facciamo anche con la preghiera ai nostri cari defunti in questo luogo benedetto.
La morte fa parte del cammino della fede. Spesso ci siamo ritrovati e ci ritroveremo a porci quella domanda sul senso capitale della vita.
Volenti o nolenti, la domanda c’è.
Il vivere per Cristo non è una frase che si ripete, ma è quel verbo dell’azione della fede:Una fede che si confronta con tutto ciò che porta con sé il vivere l’esperienza.
Come mediteremo poi alla messa d’inizio anno pastorale, vi riporto anche oggi un pensiero di don Giussani riguardo al significato di esperienza. “L’esperienza non è un semplice “provare” o fare cose, ma vivere la realtà accorgendosi che essa ci fa crescere. È il coinvolgimento totale della persona, dove l’incontro con Cristo dona letizia, esalta l’umano e rende evidente il Suo Mistero nella quotidianità”.
Il coinvolgimento totale lo proviamo nella morte perché la domanda sul senso del perché della vita, se poi c’è la morte, è una domanda che ci percuote dentro.
La preghiera che noi innalziamo al cielo, riprendendo le parole del salmista e che viviamo poi nei gesti liturgici: ” Signore, a te grido, accorri in mio aiuto; ascolta la mia voce quando t’invoco. Come incenso salga a te la mia preghiera, le mie mani alzate come sacrificio della sera”. (Salmo 141)
L’invocazione a Dio è una ricerca del cuore dell’uomo, un vivere un bisogno di compagnia.
Noi qui, offriamo la nostra compagnia anche ai nostri cari defunti.
Il nostro Papa Leone XIV così ci insegna riguardo alla preghiera come valore e non un ripetere le parole: ”La preghiera, infatti, non è rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, non è anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena. È invece la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte: Siamo un popolo che già risorge!»
Viviamo questa comunione che ci sostiene in tutto ciò che siamo e che facciamo.
Settembre preannuncia l’autunno, un tempo spesso paragonato alla tristezza.
Pensa però alle foglie che lasciano l’albero e si depositano nella terra. Cosa diventeranno se non quell’humus da cui l’albero attingerà la linfa per i frutti che verranno in primavera?
In Dio è la vita che risorge: Questa è la certezza della nostra fede. È la risposta alla domanda capitale dell’uomo al perché il senso della vita.