martedì, 15 Settembre 2026

omelia FESTA SAN GIUSEPPE 19 MARZ0 2026


Celebrando la festa del nostro Patrono, il pensiero va subito alla famiglia.
La figura del padre nella famiglia, ci fa riflettere perché a volte o l’abbiamo data per scontata oppure lo consideriamo secondario alla mamma.
San Giuseppe, come scriveva Papa Francesco nella Patris Corde: ”I due Evangelisti che hanno posto in rilievo la sua figura, Matteo e Luca, raccontano poco ma a sufficienza per far capire che tipo di padre egli fosse e la missione affidatagli dalla Provvidenza”.
Il Santo patrono ci educa a vivere la fede con tutto ciò che comporta e nello stesso tempo la certezza che se Dio chiede è perché puoi vivere pienamente il destino che ha scelto per te.
Chiede il silenzio, chiede l’accoglienza, chiede la disponibilità…
A queste richieste lo sposo di Maria offre se stesso e non lo fa con passività.
La paternità è comunione con la maternità.
Accogliere la Madonna e vivere con Lei la maternità, ci aiuta a capire che la vita è la meraviglia di un movimento che ci mette in gioco e non è un calcolo. Ecco perché ripeto la battuta che nel matrimonio, 1+1 non fa sempre 2.
La fede ci mette in gioco col nuovo che viene ogni giorno.
Una casa regge sulle fondamenta, su dei pilastri e il papà è uno di essi.
Non può stare in piedi una casa in bilico.
La vocazione di essere padre, inizia dall’essere sposo.
Direi in un certo senso: ”Rinnamorarsi ogni giorno”.
L’errore purtroppo è proprio quello di dare tutto per scontato o che sia una routine.
“La famiglia è la prova della libertà, perché è l’ultima cosa che l’uomo libero fa da sé e per sé”. (Chesterton)
Questa libertà di appartenere all’altro, a condividere con l’altro.
Penso alle mamme che hanno i figli disabili e c’è una solitudine immensa nel loro cuore, un dramma che diventa ancora più grave, se poi accanto non c’è la condivisione da parte dello sposo.
Riportando il vangelo di oggi, il tema che spesso si ripete in tutta la sacra scrittura “Non temere”.
L’uomo nella difficoltà tende sempre a scappare. Dio invece come già leggiamo nella Genesi, quando Adamo commette il peccato originale, lo chiama e gli dice “non temere”.
Nella difficoltà dello scegliere, la fuga è la via più facile. San Giuseppe come leggiamo nel vangelo ”Voleva ripudiarla in segreto…” cioè voleva scappare, essere accusato di averla abbandonata e quindi pettegolezzi ecc… purché Lei (la Madonna) avesse salva la vita.
Dio, invece, lo chiama ad avere il suo essere sposo e padre.
Chi ama e vuole costruire, RESTA perché sa cosa dire. Dio è amore significa vivere la certezza che Dio esiste.