martedì, 15 Settembre 2026

Perfetta letizia


Un giorno san Francesco chiamò frate Leone e gli
disse: «Frate Leone, scrivi quale è la perfetta letizia.
Viene un messaggero e dice che tutti i maestri di Parigi
sono entrati nell’Ordine, scrivi: non è vera letizia. Così
pure che sono entrati nell’Ordine il Re di Francia e il
Re d’lnghilterra; scrivi: non è vera letizia. E se ti giunge
notizia che i miei frati sono andati tra gli infedeli e li
hanno convertiti tutti, oppure che io ho ricevuto da Dio
tanta grazia da fare molti miracoli; ebbene io ti dico: in
tutte queste cose non è la perfetta letizia».
«Ma quale è la vera letizia?», chiese frate Leone.
«Ecco, io torno da Perugia e, a notte profonda,
giungo qui, ed è un inverno fangoso e così rigido che,
all’estremità della tonaca, si formano dei ghiacciuoli
d’acqua. E io giungo alla porta e, dopo aver a lungo
picchiato e chiamato, viene un frate e chiede: “Chi è?”.
Io rispondo: “Frate Francesco”. E quegli dice: “Vattene,
non è ora decente questa, di andare in giro, non entrerai”.
E poiché io insisto ancora, l’altro risponde: “Vattene,
tu sei un semplice ed un idiota, qui non ci puoi venire
ormai; noi siamo tanti e tali che non abbiamo bisogno
di te”. E io sempre resto davanti alla porta e dico: “Per
amor di Dio, accoglietemi per questa notte”. E quegli
risponde: “Non lo farò. Vattene al luogo dei Crociferi e
chiedi là”. Ebbene, se io avrò avuto pazienza e non mi
sarò conturbato, io ti dico che qui è la perfetta letizia e
qui è la vera virtù e la salvezza dell’anima».