Siamo qui riuniti per celebrare la festa della Madonna del Rosario.
È un’occasione soprattutto per riflettere sul dono della preghiera del Rosario.
Tanti santi ci hanno invitato alla preghiera diremmo “litanica” cioè ripetitiva dell’Ave Maria.
Perché questo continuo bussare al cuore di Maria?
Nella novena abbiamo già meditato sul pensiero di don Epicoco: ”La pietà popolare ci ha educato a pregare la Madonna perché, come ogni madre, non può fare a meno di ascoltare le nostre suppliche”.
Il rosario rimanda alla preghiera dei salmi, questo richiedere a Dio il cuore che è combattuto nel vedere il male che prevale e l’apparente silenzio di Dio.
Anche Papa Francesco lo diceva:” Lamentarsi e lottare con il Signore sono modi di pregare e “speranza è anche non avere paura di vedere la realtà per quello che è e accettarne le contraddizioni”.
La preghiera è chiedere a Dio la sua presenza.
Pensiamo per un attimo:
Noi siamo ormai adulti. Tanti di noi non hanno più la mamma, eppure nessuno di noi dice che la mamma non c’è più. Perché?
Quel rapporto materno non si stacca mai. Anche quando è assente, è più presente che mai.
“Come il bambino non si stanca mai di ripetere «Mamma», così il cristiano ripete sempre lo stesso saluto a Maria.”(Jean-Baptiste Lacordaire)
Noi amiamo i figli perché amati da un altro per prima.
È il ricordo non si ravviva riempendo la casa di fotografie o parlando sempre di lei, come il Rosario, non è perché uno ha tante coroncine attaccate al collo o peggio, si mettono alle statue.
La preghiera del rosario è un colloquio, un rapporto con la Madonna.
“Aggrappatevi al rosario come l’edera si attacca all’albero, perché senza la Vergine non possiamo reggerci in piedi.”(Madre Teresa di Calcutta)
Viviamo questa dimensione di necessità della Madonna.
Un vero congregante si distingue proprio da questo, dal suo vivere la costante preghiera del rosario.
Essere e fare la differenza.
Ricordatelo, fate memoria di questo, voi della congrega.
Quella differenza che diventa lievito per la massa.
La tradizione vera è questa educazione, cioè una continuità della devozione a Maria.
Qual è la vera devozione alla Madonna?
San Padre Pio così sintetizzava: ”Amate la Madonna e fatela amare.
Recitate sempre il rosario”.
Fatela amare, come ci hanno insegnato le nostre mamme, quando ci portavano in chiesa ed ancora lo fanno in tanti, “manda il bacino alla Madonna”, tu educhi ad aprire il cuore all’incontro con Cristo.
È una preghiera del cuore, è una preghiera silenziosa, è l’amante che cerca l’Amore.