martedì, 15 Settembre 2026

Il nastro bianco (il perdono)


Un giovane era seduto sull’autobus; teneva lo sguardo fisso fuori del finestrino.
Una donna si sedette accanto a lui.
Il giovane disse, inaspettatamente: «Sono stato in prigione per due anni. Sono uscito questa mattina e sto tornando a casa».
Raccontò di come fosse cresciuto in una famiglia povera ma onesta e di come la sua attività criminale avesse procurato ai suoi cari vergogna e dolore. In quei due anni non aveva più avuto notizie di loro.
Sapeva che i genitori erano troppo poveri per affrontare il viaggio fino al carcere dov’era detenuto e che erano troppo ignoranti per scrivergli.
Da parte sua, aveva smesso di spedire lettere perché non riceveva risposta.
Tre settimane prima di essere rimesso in libertà, aveva fatto un ultimo tentativo di mettersi in contatto con i genitori.
Aveva chiesto scusa per averli delusi, implorandone il perdono.
Nel caso lo avessero perdonato, aveva chiesto loro di dargli un segnale che potesse essere visto dall’autobus.
Se lo volevano accogliere di nuovo in casa, avrebbero legato un nastro bianco al vecchio melo in giardino.
Se il segnale non ci fosse stato, avrebbe lasciato la città.
Mentre l’automezzo si avvicinava alla sua casa, il giovane chiuse gli occhi per la paura.
La donna vide per lui e mormorò: «Guarda! Hanno coperto tutto il giardino di nastri bianchi».