Quando ho studiato in modo approfondito questa pagina del vangelo, ho compreso il perché Gesù dicesse a Pietro con un tono diremmo da rimprovero: ”Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Perché si dovrebbe capire una cosa importante.
Il miracolo, ciò che Pietro ha chiesto a Gesù: ”Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».
Qui bisogna tornare indietro alla Genesi e riprendere i primi versetti della Bibbia: ”In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”.
Solo Dio cammina sulle acque. Pietro chiede di essere come Dio e Gesù gli concede questo miracolo.
Un ebreo del tempo di Gesù avrebbe compreso quello che stava succedendo.
Eppure nonostante questo miracolo che è unico, Pietro al momento delle onde, ha paura, perde la fede di fronte ad un fatto concreto come i tanti che dopo aver assistito al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che abbiamo ascoltato domenica scorsa e come succederà anche dopo la Resurrezione e in tante altre occasioni.
Se osserviamo bene, la richiesta di Pietro nasce da un dubbio: ”Signore SE sei tu”.
“SE”, è come a volte ripeto: ”Oh Signore SE mi farai questa grazia, io farò questo fioretto ecc…”
Gesù viene incontro alla nostra incredulità, comanda a Pietro di seguirlo, lui che rappresenta tutti noi, la Chiesa, che si mette alla sequela ma poi nel dubbio, come il seme cresciuto tra i rovi (come abbiamo meditato nelle domeniche di luglio) ci lasciamo sopraffare dal dubbio.
La fede si fortifica nel tempo da una certezza, cioè che Dio è presenza nel reale, non è un’idea.
Come bene scriveva Dumas: “Incomincia ad ammirare ciò che Dio ti mostra e non avrai più tempo per cercare quel che ti nasconde”.
Concludiamo con il passo finale: ”Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Dopo averlo riconosciuto, noi viviamo l’adorazione.
È il passaggio della fede.
Quando manca l’adorazione, viene meno tutto.
Pensiamo all’adorazione eucaristica o al momento della consacrazione durante la Messa.
Cosa viviamo se non quello che hanno fatto i discepoli?