Concludiamo questo mese in cui abbiamo meditato “sulla terra e seme”. Anche oggi il vangelo ci riporta la parabola della ricerca di un qualcosa che è nascosto, come lo è il seme nella terra: ”Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo…..Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose..”
Questa parabola del vangelo ci richiama all’essenzialità della nostra vita, cioè alla vocazione a cui Dio ci chiama.
Pensiamo ai santi Gioacchino e Anna che festeggiamo oggi e che vivono il destino di essere i genitori della Madonna ed i nonni di Gesù.
Come più volte ho ripetuto, è una vocazione che coinvolge non solo le nostre vite, ma anche quella altrui.
Come spiegavo ai genitori della prima Confessione e Comunione, il vivere con il figlio il sacramento, non come un qualcosa di separato.
Mi colpiva un commento di san Tommaso D’Aquino a riguardo: ”Noi uomini siamo come una freccia già in piena corsa. Un altro ha preso la mira e ha tirato. Non spetta più a noi cercare un obiettivo: E’ già stabilito”.
Cristo è la meta, l’obiettivo.
Il vivere per Cristo, cioè protesi verso di Lui, è una ricerca che muove il cuore, che muove tutta la tua persona, la tua storia, la tua vita come il mercante che cerca la perla preziosa o l’uomo che trova il tesoro.
C’è una ricerca ed il bello qual è’?
Che Dio si fa trovare, l’uomo non scava pensando di trovare il tesoro, il mercante non trova, gli viene offerta la perla preziosa.
C’è un passo che è importante riprendere e che, quando anni fa lessi il commento a riguardo di questa parabola, mi ha aiutato a comprenderla meglio.
Il bello della Sacra Scrittura è che più la leggi , più la studi e più ti piace. Trovi veramente la Parola di Dio. Bisogna cercare questa Parola e non cercare la tua parola, il dare la tua risposta.
Il vangelo così conclude: ”Poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo…..trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra…”
Don Giussani spiegava: ”Il “campo” in cui è nascosto il tesoro rappresenta la quotidianità, l’esistenza di tutti i giorni. Dio non è lontano, ma è nascosto nelle pieghe della nostra realtà…. La scoperta giustifica il vendere “tutti i propri averi”. Non è un sacrificio triste, ma la conseguenza naturale della scoperta di un valore incommensurabile. La certezza di Cristo fa apparire il superfluo come un peso di cui liberarsi con entusiasmo”.
Concludiamo con la testimonianza dei Nonni di Gesù quando hanno riconosciuto che la figlia Maria era la Madonna. Come sarà cambiato il loro vivere di essere genitori?
Questo sacrificio di mettersi da parte.
Come scriveva Herman Hesse: ”L’amore non vuole avere, vuole soltanto amare”.