martedì, 15 Settembre 2026

omelia Domenica 23 agosto 2026 (XXI Domenica del tempo ordinario Anno A)


Io penso che ognuno di noi ha “la sua pagina della sacra scrittura”.
Quella che ricorda di più, quella parabola che gli ricorda la sua fede, ecc..
Penso che questa pagina del vangelo sia quella in cui tutto si mette in gioco. Mette in gioco il tutto della tua fede e l’appartenenza alla Chiesa.
Vi ricordate due domeniche fa quando abbiamo meditato la “non fede “ di Pietro che, al momento della tempesta, ha paura e chiede al Signore (nonostante il miracolo di camminare sulle acque) di essere salvato?
Oggi abbiamo ascoltato uno dei dialoghi più belli che, se letto attentamente, riguarda ognuno di noi.
Ci sono due domande: ”Cosa pensa la gente e cosa pensi tu di Gesù?”
Gesù entra in dialogo con gli apostoli perché vuole fare un cammino, un passaggio importante, il farsi riconoscere per quello che è “Cristo!”.
Già alla domanda che gli pone: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” ha dato la risposta.
Il termine “Figlio dell’uomo”, come spiegava il card. Martini: “Il «Figlio dell’uomo» è l’espressione che svela il mistero di Gesù, la via della croce e il servizio per amore”.
Gesù si presenta per quello che è “Dio e uomo nello stesso tempo”.
Una divinità che è al servizio dell’uomo e che offre la sua sofferenza affinché l’uomo sia redento.
La “gente”, diremmo la “massa”, quelli che non lo conoscono per quello che è, invece, lo definiscono come: ”Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
È come dire: ”Loro sono morti ed anche tu lo sarai”, quindi niente di importante, niente di sconvolgente.
Ecco la risposta centrale di tutto il vangelo: ” Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
È la vera professione di fede.
Dire “Tu sei il Cristo” è dire “Tu sei la vera risposta alla nostra vita che non è limitata solo a ciò che vediamo”.
È come dire ad un funerale che la morte è stata sconfitta, che la vera risposta della vita non è vera solo in ciò che si vede. Concludiamo con il passaggio che questo ci mette in gioco con gli ortodossi e i protestanti, il primato di Pietro, il Papa.
“E io a te dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli. Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Il Papa è il successore di Pietro. Quando Gesù gli dice “A te darò..” parla al futuro, quindi una continuazione in coloro che poi l’apostolo confermerà nella fede.
Chi è il Papa?
Cerchiamo con questo passaggio di comprenderlo meglio per non sminuire il suo vero ruolo nella Chiesa, pensando che sia fare copia e incolla di qualche frase ad effetto ecc.,.. (riducendo la sua figura ad un qualunquista).
Il Papa è, come riporta il CCC n° 881:” Del solo Simone, al quale diede il nome di Pietro, il Signore ha fatto la pietra della sua Chiesa. A lui ne ha affidato le chiavi; l’ha costituito pastore di tutto il gregge.« Ma l’incarico di legare e di sciogliere che è stato dato a Pietro, risulta essere stato pure concesso al collegio degli Apostoli, unito col suo capo ».Questo ufficio pastorale di Pietro e degli altri Apostoli costituisce uno dei fondamenti della Chiesa. E’ continuato dai Vescovi sotto il primato del Papa”.