martedì, 15 Settembre 2026

Gli occhi di mio padre


Era un ragazzino che amava il calcio e aveva un padre
affettuoso che condivideva la sua passione. Anche se il
figlio era in panchina, il padre era sempre tra gli spettatori
a fare il tifo, trovando le parole giuste per incoraggiarlo.
Arrivò l’ultima settimana del campionato. Con una
vittoria, la squadra poteva essere promossa. All’inizio
della settimana, il giovane si avvicinò all’allenatore. Aveva
gli occhi rossi: «Mio padre è morto questa mattina. Posso
saltare l’allenamento oggi?». «Prenditi anche il resto
della settimana, figliolo!». Arrivò la domenica e lo stadio
era affollato come non mai. Nel secondo tempo, il ragazzo
si avvicinò all’allenatore e disse: «Mister, fatemi giocare,
per favore!». «Va bene, vai dentro». Gli spettatori non
potevano credere ai loro occhi. Quello sconosciuto
ragazzino aveva preso in mano il centrocampo e fatto
salire la squadra. A pochi minuti dal fischio finale, con
un tiro angolato, segnò il goal della vittoria. I compagni
lo portarono in trionfo. Quando tutti ebbero lasciato gli
spogliatoi, l’allenatore si accorse che il ragazzo era seduto
in un angolo, tutto solo. «Ragazzo, sei stato fantastico!
Come hai fatto?». Il giovane guardò l’allenatore, con le
lacrime agli occhi, e disse: «Le ho detto che mio padre
è morto, ma lei sapeva che mio padre era cieco? Papà è
venuto a tutte le mie partite, ma oggi era la prima volta
che poteva vedermi giocare, e volevo dimostrargli che
sapevo farlo!