martedì, 15 Settembre 2026

Omelia Domenica 16 agosto 2026 (festa San Rocco)

In questa domenica che procede dopo la festa dell’Assunzione che abbiamo celebrato ieri, come è tradizione popolare, si festeggia san Rocco, una festa che ci invita a riflettere sulla vocazione del Santo, l’essere pellegrino.
I segni che vediamo nelle raffigurazioni del Santo, la conchiglia per bere (simbolo del cammino di Santiago), il bastone, il grande mantello e il cappello sono segni tipici dei pellegrini del tempo.
C’è un pellegrinaggio spirituale a cui noi miriamo nella vita: L’andare verso Cristo.
Riprendiamo il vangelo di oggi.
Questa donna Cananea, quindi non ebrea, anche lei fa un pellegrinaggio, cerca Gesù affinché guarisca la figlia.
“Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna Cananèa…Mia figlia è molto tormentata da un demonio”.
Invoca un miracolo con tutta se stessa, come farebbe ogni madre di fronte al dolore del figlio: ” Si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide”.
Un grido che nasce dal profondo, una richiesta di aiuto perché nella disperazione ogni azione sembra salutare.
Penso ai tanti del tempo di san Rocco che lo cercavano, in particolare durante la peste, una malattia che non perdona. Pensavo al crocifisso che venne esposto a San Pietro nella famosa preghiera di papa Francesco nel tempo del Covid, quando anche il Papa disse: “Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e che scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati”.
Gesù dà una risposta che spiazza: ” “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”.
Che significa questo?
Pensiamo alla parola “cagnolino o cane”. Anche san Rocco (coincidenza?) viene sempre raffigurato con un cane.
Il termine “cane” nel mondo ebraico era un termine dispregiativo. Si chiamavano cani, i non ebrei, i pagani.
Gesù qui ci dà l’insegnamento centrale del suo messaggio: ”Il pane dei figli sarà dato proprio a loro. Non per merito- grazia e dono! – ma per la grande fede”. (Silvano Fausti)
Gesù è venuto ad offrire, (Grazia-Dono) la salvezza a tutti, non ad alcuni e non per merito che ci salviamo ma per la Sua Grazia.
Così il pellegrino san Rocco offriva la sua testimonianza e la sua carità ad un popolo che nella disperazione era affamato di Dio.
Questo desiderio ci muove alla ricerca di Dio.
Non basta pensare di essere cristiani : Bisogna viverlo.
Riprendiamo il versetto 23: ” Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: “Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!”
I discepoli dicono “mandala via-esaudiscila”, cioè non vogliamo avere a che fare con i pagani…
Ed invece il vangelo così conclude: “O donna Grande è la tua fede”.
Concludiamo per un attimo pensando ad un altro pagano, il famoso soldato romano che chiede a Gesù di guarire il suo servo, anche lì Gesù dirà: ” “In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande”.
Ritornando a noi ed alla nostra pietà popolare che oggi si celebra in tutta Italia con una certa devozione ed a volte superstizione, del santo Rocco.
Non basta la tradizione, la religiosità : E’ la fede che slava.