Dopo aver meditato domenica scorsa il vangelo della Samaritana, oggi il vangelo ci riporta in modo dettagliato il miracolo della guarigione del cieco.
Perché una pagina così lunga per raccontare un miracolo?
Si intuisce subito che il centro di tutto non è il miracolo in se’, ma cosa si vuole comunicare.
Domenica scorsa Cristo è presentato come ACQUA CHE DISSETA. Oggi il vangelo presenta Gesù come LUCE CHE CI FA VEDERE
L’evangelista ci invita ad imparare a sapere vedere.
Riportiamo un versetto che ci aiuta a comprendere meglio:” Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. Egli rispose: “E chi è, Signore, perché io creda in lui?”. Gli disse Gesù: “Lo hai visto: è colui che parla con te”. Ed egli disse: “Credo, Signore!”. E si prostrò dinanzi a lui.”
Come la Samaritana che fa un cammino di fede, anche il cieco vive questo cammino del riconoscere passo dopo passo chi è Gesù, cioè il Cristo.
Il miracolo della luce della fede.
Rileggendo la mia storia personale, a volte penso agli studi del liceo.
Ho studiato per mesi storie passate ( a volte anni interi la storia delle guerre puniche ecc… ) Se poi ci penso avrò studiato 6 o 7 poeti in tutto.
Ora da adulto scopro che ci sono stati poeti e scrittori che hanno lasciato un segno, un tracciato nella vita che ci può aiutare.
Vi voglio riportare una poesia di Trilussa: Quella Vecchietta ceca, che incontrai la notte che me persi in mezzo ar bosco, me disse: – Se la strada nu’ la sai, ti ci accompagno io, ché la conosco. Se ciai la forza de venimme appresso, de tanto in tanto te darò una voce fino là in fonno, dove c’è un cipresso, fino là in cima dove c’è la Croce… – Io risposi: – Sarà… ma trovo strano Che me possa guidà chi nun ce vede… – La Ceca, allora, me pijò la mano e sospirò: – Cammina! – Era la fede.
Quando incontro Cristo avviene veramente una trasformazione non esteriore ma c’è un cammino dentro te stesso che poi coinvolge gli altri.
Infine voglio concludere con un passaggio.
La fede non nasce da una certezza.
Il cieco, come coloro che accusano Gesù, non comprende subito.
C’è bisogno della “Grazia” per vivere la fede.
L’uomo miracolato era cieco dalla nascita.
C’è un’ ignoranza, cioè non si conosce ancora e Gesù offre a questa nostra ignoranza il dono dell’Intelletto (uno dei 7 doni dello Spirito Santo) per andare oltre la superficialità delle cose.