Spesso, anche dopo 20 anni dalla morte di papà e tre della mamma, dici a te stesso: ”Sembra ieri”.
Dire così è una cosa bella perché è come dire: ”Non c’è dimenticanza”.
Questo naturalmente non avvalora il modo di dire che spesso leggo nei manifesti o sulla lapide dei defunti: ”Sei vivo finché rimani nei nostri cuori”.
La vita come vita vera, quel vivere in Dio non dipende dal mio ricordo.
Il dono della vita vissuto con l’altro è un’ occasione in cui tu ti poni in ascolto della vocazione a cui Dio ti chiama, in quel confrontarsi con la realtà per riconoscere ciò che è vero.
Come riportavo sulla tomba di mio padre: ”Un uomo semplice può cambiare la storia, perché Dio ama nella semplicità delle cose”.
Il giorno della festa di san Lorenzo riportavo questa riflessione:”Il diacono Lorenzo fu accusato di custodire immense ricchezze e intimato di consegnare i “tesori della Chiesa”. Lorenzo chiese tre giorni per raccoglierli, li distribuì ai bisognosi e presentò all’autorità imperiale una folla di poveri e malati, indicandoli come il vero tesoro”
Cosa facciamo noi quando andiamo in qualche paese?
Ci vantiamo di conoscere questo e quest’altro: Chi è sindaco, medico ecc..
Ci vantiamo invece di conoscere quel povero, oppure quella persona diremmo “comune” che incontriamo tutti i giorni?
Ecco la logica di Dio che capovolge tutto.
Ieri abbiamo celebrato la festa della Natività di Maria. Ricordiamo quello che Lei canta nel magnificat: ” Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”.
In Dio tutto si capovolge. E’ in Dio che noi riscopriamo quella ricchezza del dono che ci viene offerto.
Riconoscere, ricordare, far sì che diventi veramente cuore nella tua vita.
Sulla lapide di mamma scrivevo proprio questo: ”La mamma è la memoria dell’amore di Dio”.
Memoria, questa presenza attuale che ci fa vivere il tempo non come un passato, ma come dicevo prima: ”Sembra ieri”.
A volte si può pensare che accettare la morte dell’altro con serenità, sia come dire: ”E’ naturale, non mi tocca più di tanto ecc…”.
Quando invece nel cammino della fede, sai che la tappa al regno dei cieli, nella morte giunge al passaggio centrale.
Perché è bello celebrare la messa per i defunti?
Perché non solo vivi una comunione con Dio e con i defunti, ma perchè vivi una compagnia di fede anche con coloro che pregano con te.
La gioia non nasce dal possedere, ma dal condividere.