Riprendendo la pagina del vangelo di oggi, celebriamo la 13^ domenica del tempo ordinario.
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me”.
Cosa ci insegna questo passo del vangelo in una vita matrimoniale?
La risposta è semplice: ”A chi dai la precedenza?”.
Nel matrimonio, imparerete con il tempo, perché c’è un educazione del divenire famiglia, a chi darete la precedenza.
Come diceva Papa Francesco: ”Ricordiamoci che il cammino della maturazione umana è il percorso stesso dell’amore che va dal ricevere cura alla capacità di offrire cura, dal ricevere la vita alla capacità di dare la vita”.
C’è un passaggio graduale, dall’io al noi, dall’uscire da se stessi per vivere con l’altro.
Quando avviene questo?
Quando riconosci nell’altro che c’è una precedenza in tutto.
Gesù oggi ci insegna che non dobbiamo non amare il padre, la madre ecc… anzi al contrario: ”Nello sguardo che ho di fronte, riconosco il volto di Cristo? Riconosco, faccio mia l’idea che c’è una vocazione in comune?”.
Così noi passiamo dall’uomo al noi.
“Il matrimonio è il percorso di un uomo e di una donna in cui l’uomo ha il compito di aiutare la donna ad essere migliore e la donna ha il compito di aiutare suo marito a fare lo stesso. È la reciprocità a fare la differenza”. (Papa Francesco)
La bellezza degli sposi è questo desiderio che hanno di crescere insieme.
Siete chiamati ad essere testimoni, veri catechisti della vostra fede in Dio, nel come vivrete il sacramento del matrimonio.
“Chi accoglie voi accoglie me e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”.
La parola accoglienza non si riferisce alla sola ospitalità. Accogliere è far tuo quello che è dell’altro.
Come direte tra poco: ”Accolgo te come mia sposa o sposo”.
Diventi mia, come “care della mia carne”.
Avrai la precedenza su tutto.
Come scoprirete questa precedenza, se non nel vivere e condividere?
“Quando un uomo, il cui matrimonio era in crisi, cercò il suo consiglio, il maestro disse: «Devi imparare ad ascoltare tua moglie».
L’uomo prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva imparato ad ascoltare ogni parola che la moglie dicesse.
Il maestro gli disse sorridendo: «Ora torna a casa e ascolta ogni parola che non dice.» (De Mello)