martedì, 15 Settembre 2026

omelia FESTA SAN LEONARDO 6 novembre 2025

Ogni volta che celebriamo la festa di un santo, la devozione nasce e si sviluppa in modo particolare, per il suo ”patrocinio” cioè per richiesta che viene fatta al santo in particolare.

Ad esempio invochiamo santa Lucia per la vista, i santi Medici per la guarigione in generale ecc…

San Leonardo, leggendo ala sua biografia è invocato in modo particolare dai carcerati.

È un’occasione questa che ci aiuta a riflettere sul dono della “libertà”.

“È facile fare i fascisti in uno stato democratico. Provate a fare i democratici in uno stato fascista” – Corrado Guzzanti

Mi ha sempre fatto riflettere questa frase, perché in un mondo odierno, dove facilmente la verità viene distorta, dove facilmente viene proposta un’idea educativa contro questo o quest’altro, veicolando la verità in modo subdolo, perché qui quando si parla di “fascismo” non si intende solo il periodo storico italiano, ma tutte le dittature, provate al confrontarvi con chi vive veramente sotto la dittatura.

C’è una richiesta nel cuore dell’uomo che è unica, il desiderio della libertà.

Ma cos’è quella vera libertà che ci rende veramente liberi?

“Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». (Gv 8,31-32)

Vivere legati a Cristo, viver questa appartenenza a Lui, come hanno fatto i santi e san Leonardo in modo particolare che ha vissuto la sua vita nella preghiera (era un religioso) non fa si che la vita non abbia senso perché “non si fa qualcosa”, anzi, si fa tutto quando siamo legati a Lui.

Non è un legame di costrizione, come quando uno si sposa e subito gli si dice: ”Ora hai perso a libertà”, invece è proprio lì, quando vivi la tua vocazione, il tuo destino, è lì che scorpi cos’è la vera libertà, perché incontri la verità.

Incontrare la verità.

Ricordo sempre e lo riporto in più occasioni, uno dei pensieri davvero unici, ed è quello che diceva Papa Benedetto XVI nell’enciclica “Deus caritas est”: ”Abbiamo creduto all’amore di Dio — così il cristiano può esprimere la scelta fondamentale della sua vita. All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”

Credere in Cristo è questa libertà che ti fa veramente vivere la scelta di essere.

Nessuna catena ti può legare, il laccio di questo mondo e in questo mondo, è il peccato, Cristo ha rotto questa catena.

San Paolo lo scrive nella lettera ai Romani: ”Noi eravamo ancora incapaci di avvicinarci a Dio, quando Cristo, nel tempo stabilito, morì per i peccatori. È difficile che qualcuno sia disposto a morire per un uomo onesto; al massimo si potrebbe forse trovare qualcuno disposto a dare la propria vita per un uomo buono. Cristo invece è morto per noi, quando eravamo ancora peccatori: questa è la prova che Dio ci ama.”

Pensate alla vostra vita, quando veramente un sacrificio vale?

Se è vissuto per amore dell’altro.

Una madre non rischia la sua stessa vita, per dare la vita?

Perde la sua libertà un uomo o donna, nel diventare genitore?

Se fosse così, allora, non viviamo il dono della libertà e viviamo invece una verità che è solo la dissolutezza del tempo che scorre, ma come vento.

“Scrissi un verso sulla sabbia con la bassa marea, ci misi tutta l’anima e tutto il cuore. Con l’alta marea tornai per leggere ciò che avevo scritto, ma potei leggervi solo la mia Ignoranza.” Khalil Gibran