martedì, 15 Settembre 2026

omelia FESTA IMMACOLATA CONCEZIONE – ANNO A 2025


Perché per noi questa festa è importante?
Al di là della pietà popolare che c’è in ogni parrocchia, la festa dell’Immacolata Concezione è una delle tre feste di precetto dedicate alla Madonna: 1 gennaio Teotokos; 15 agosto Assunzione ed oggi.
(Il 25 marzo festa dell’Annunciazione non è di precetto ma è tra le feste più importanti dedicate alla Madonna).
La festa del Dogma della concezione di Maria è un invito rivolto a noi come Chiesa, a rivivere il mistero del peccato originale.
“Il dogma è stato proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla “Ineffabilis Deus” che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.”
Cosa ci insegna questo dogma, cioè un’approvazione della Chiesa che noi accettiamo per fede?
Rimanda a due passi importanti
1-La risposta sta nel fatto che la Vergine Maria non solo avrebbe dovuto concepire il Verbo incarnato e quindi portare con sé, nel Suo Grembo, il Dio fattosi uomo; ma anche perché avrebbe dovuto dare al Verbo incarnato la natura umana.
2-Visto che tutti nasciamo nel peccato originale, ci possiamo salvare solo per Grazia. Solo Dio ci può purificare dal peccato.
E come riceviamo questa Grazia? Nel sacramento del Battesimo.
Senza il Battesimo non c’è salvezza.
La festa di oggi rimanda proprio al mistero centrale della fede.
La salvezza è un dono che ci viene offerto.
“La festa dell’Immacolata Concezione illumina come un faro il tempo dell’Avvento che è tempo di vigilante e fiduciosa attesa del Salvatore”. (Papa San Giovanni Paolo II)
C’è questa fiducia, questa attesa di Colui che ci offre la via della scelta di essere suoi.
Come riprenderemo poi nella festa di Natale, un pensiero del Papa Leone XIV del 20 maggio 2025, riporta un pensiero di Papa Benedetto XVI: “La fede ci porta ad aprire il nostro cuore a questo mistero di amore e a vivere come persone che si riconoscono amate da Dio”.
Il riconoscersi amati da un Altro, ci porta a vivere tutto con uno sguardo nuovo e diverso.
Quando si parla di purezza, naturalmente si parla anche della bellezza di Maria, come abbiamo cantato ogni sera. ”Tota pulchra es, Maria”.
Nel tempo ho imparato che il gusto, il senso della bellezza lo si acquisisce nel tempo.
Prima era bella mia mamma, poi mia moglie, poi mia figlia e le mie nipoti poi sono le più belle principesse del mondo.
Perché questo? Perché nel tempo l’uomo diventa più bello?
No, perché tu cambi e se ami, vedi sempre il bello.
Penso che tutti noi adulti portiamo nei nostri ricordi il bellissimo film “Marcellino pane e vino”, quel colloquio finale con Gesù: ”Marcellino chiede a Gesù: come sono le mamme? Che fanno? Gesù risponde: danno, danno sempre. Marcellino continua: e che danno? Gesù: tutto…se stesse, la vita e la luce degli occhi ai figli, finché diventano vecchie e curve Marcellino: anche brutte? E Gesù da’ la risposta più bella: Brutte no Marcellino, le mamme non diventano mai brutte»
Infine vorrei concludere con un pensiero che magari è una forzatura, però mi piace pensare che sia vero: ”Le mamme non sono mai defunte”.
La bellezza è un dono che trasforma.
La vera devozione alla Madonna è un incontro di sguardi, un cercare nei suoi occhi la bellezza del dono di essere figli amati, anche se siamo storti, ribelli, fugaci e fragili. Ma sempre amati da un amore rigenerante.