Quella che celebriamo oggi, come ripeto in più occasioni, in un certo senso e’ la vera festa del Natale perché oggi celebriamo la festa della nascita di Gesù.
Il mistero dell’incarnazione oggi si è fatto vero.
Come già vi accennavo nella seconda domenica di Natale, riprendendo il prologo giovanneo, riportavo l’immagine dell’altare della chiesa dell’annunciazione a Nazaret, la casa della Madonna, dove sotto l’altare c’è scritto: ”Verbum caro hic factum est” ( è il verbo QUI si è fatto carne).
Per sottolineare come proprio il posto, in quel luogo preciso, in una storia concreta, Dio si è fatto carne, si è fatto presenza storica nella nostra vita.
Senza questa presenza storica, cosa significherebbe la nostra fede?
Io sono di CL (Comunione e liberazione) proprio per l’insegnamento che ho amato di don Giussani sul mistero dell’Incarnazione.
“Egli è presente qui e ora: qui e ora! Emmanuel. Tutto deriva da qui. Tutto deriva da qui, perché tutto cambia. La Sua presenza implica una carne, implica una materia, la nostra carne.” (Don Giussani Volante Natale 2020)
Quando ho iniziato ad accostarmi seriamente alla fede, cioè a viverla con la ragione, a vivere la fede non come se fosse un catechismo ma come diceva Peguy: “C’è un insegnamento che viene dalla scuola e c’è un insegnamento che viene dalla vita. Ognuno sa che solo il secondo è decisivo”.
Nel vivere la ricerca della Sua Presenza nella mia vita in questo cammino mi aiuta la fede della Madonna.
Ringrazio i miei educatori del seminario della scuola Secondaria di primo grado che già da quando ero ragazzo mi educavano che la fede non è il “devozionismo” come il baciare continuamente le statue ecc… . La fede è questa ricerca di un incontro che ti cambia, vivere quello che fai nella normalità e nello stesso tempo non dimenticare ciò che sei.
Anche noi abbiamo ricevuto l’annuncio della nostra vocazione che non è un attimo, un episodio in particolare ecc.. ma come sant’Agostino e tanti altri santi, ci hanno lasciato la loro testimonianza della fede che è un continuo ricercare il senso alla nostra vita.
Ricordo un film su Papa Francesco (i due papi) dove egli racconta l’inizio della sua vocazione, dicendo che una sera entra in una chiesa e si confessa …. E lui dirà: ”Anche se quella sera non fossi entrato in quella chiesa, il Signore mi avrebbe richiamato ugualmente in un’altra occasione”.
Il parroco di quando ero fanciullo, Don Domenico Carchidi, a distanza ora di quasi 50 anni, ricordo sempre che mi insegnava che bisogna sempre partire dalla realtà ed essere risposta a questa realtà. Se uno ha un problema di lavoro, cercare di essere risposta e non “paternalismo o devozionismo”.
La fede è un incontro con Cristo in una realtà concreta.
Sapete quello che ho sempre insegnato o lo faccio anche a voi?
La devozione alla Madonna non la si vede il giorno della festa che poi, tra l’altro, la massa partecipa solo alla festività, ma la vera devozione la si vede e la si vive nelle feste come oggi.
È la ferialità che fa la differenza non la festa.