martedì, 15 Settembre 2026

Omelia Domenica 30 agosto 2026 (XXII Domenica del tempo ordinario Anno A)


Cerchiamo di riprendere il vangelo di domenica scorsa altrimenti non riusciremo a comprendere meglio il dialogo tra Gesù e Pietro.
Domenica scorsa abbiamo meditato la professione di Pietro: ”La gente chi dice che io sia… e Pietro rispose:”Tu sei Il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
Gesù loda la risposta. Infatti poi proprio a lui consegnerà le chiavi del regno dei cieli.
Ora avviene un passaggio importante. Gesù spiega cosa avverrà, quale sarà la sua missione che ci condurrà alla nostra redenzione: ”Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi e venire ucciso e risorgerà il terzo giorno.”
Il passaggio alla Resurrezione avviene nel sacrificio della croce. Diremmo che c’è una parola chiave: ”Verrà ucciso” cioè non muore, diventa testimone, martire di un amore che cambia.
Bisogna capire un aspetto importante. Sulla croce, essa rappresenta l’umiliazione dell’uomo. Non un oggetto diremmo “di moda”. La croce è questo estremo sacrificio del Figlio di Dio.
Pietro, ma non solo lui, non accetta questo e infatti dirà: ”Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai»
Sapete cosa fa Pietro? Bestemmia. “Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo” .Il terme rimprovero Gesù lo usava con i demoni e Pietro ora lo usa verso di Lui.
Usa il nome di Dio “Dio non voglia”. Pensa che lui sa interpretare cosa veramente Dio vuole. Gesù userà un’espressione molto forte, da vero maestro, rimette Pietro al suo posto, lui che in quel momento invece si considerava superiore a Gesù stesso: ”Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Vi ricordate che spesso dalla quaresima in poi, ho riportato l’insegnamento del card. Martini sull’idolatria moderna?
Quando noi proiettiamo su Dio i nostri desideri e se non avviene come diciamo noi, viviamo come se Dio non esistesse perché ci ha delusi.
Ma i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri.
Il passo di Isaia ce lo ricorda: ”Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie”, dice l’Eterno”.
Per seguire Gesù c’è un passaggio fondamentale nella nostra vita, altrimenti rimarremo sempre ancorati a noi stessi: ”Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.”
Se non abbandoni il male, se non prendi invece la croce, questo vivere secondo Dio, rimarremo sempre fermi come una barca legata al molo del porto.
Recito spesso una preghiera che mi ha sempre colpito: E’ la preghiera del volontario
Signore, tu ci chiami
Signore, tu ci chiami a seguirti.
ti rivolgi ad ognuno di noi,
ma noi abbiamo paura.
Tu ci mandi in tutto il mondo
e noi mettiamo il catenaccio
alle nostre porte.
Tu ci spingi a prendere il largo
e noi ancoriamo la barca in porto.
Scuoti il torpore
della nostra indifferenza.
Accendi nel nostro cuore
il fuoco della tua audacia.
Apri le nostre orecchie
alle grida dei fratelli:
donaci fame e sete di giustizia.
Spingi i nostri passi sulle strade
dove l’uomo lavora e ama,
soffre e spera.
Insegnaci a cercarti con pazienza,
donando a tutti la tua Parola