Nella seconda domenica della quaresima, viene sempre riportato l’evento che è diverso da miracolo, ed è quello della Trasfigurazione.
Un evento, essenziale per il nostro cammino di fede, perché ci fa vedere cosa sarà la meta del nostro vivere in Lui.
La resurrezione.
Il segno del vestito del battesimo, come vi dicevo domenica scorsa, che tutto parte dal Battesimo, e viviamo la fede nel deserto, cioè nella tentazione anche del sentirci soli, eppure come recita un proverbio arabo: “Quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada”.
La bellezza del vivere con Dio, è una bellezza che noi contempliamo in questa realtà se prima sappiamo riconoscerla e poi comunicarla agli altri.
Abbiamo presente quanto incontriamo i pellegrini che ritornano da un santuario o altri posti, e non fanno altro che ripetere quanto è bello essere stati lì? E di come la loro vita è cambiata?
Ognuno di noi nella sua vita ha un incontro che ti cambia dentro.
Ed è l’incontro con Cristo.
Siamo chiamati al vivere la “veste-tunica “ del battesimo come ripete il sacerdote nel rito :”N. sei diventato nuova creatura, e ti sei rivestito di Cristo….” oppure la conserviamo come se fosse solo un ricordo?
Noi siamo chiamati ad essere luce per gli altri.
Quanto è bello vivere la fede ed invitare gli amici ad essere compagnia con noi.
Questa è la vera vocazione.