martedì, 15 Settembre 2026

La folle corsa


Un ricco possidente, che possedeva grandissime estensioni di terre, chiamò un giorno il più povero dei
suoi fattori, e gli disse: «Voglio premiare la tua lunga fedeltà.
Avrai terra per te quanta ti basta.
Tutto il terreno che riuscirai ad attraversare oggi sarà tuo!».
Il povero uomo credette di sognare.
Si mise subito a correre, per non perdere un solo minuto di un giorno così prezioso.
Non aveva corso così neppure negli anni giovanili.
A poco a poco il sole si alzava.
Egli pure ora saliva l’erta scoscesa, gettando avide occhiate su quella terra ubertosa, che sarebbe stata sua e dei suoi figli.
A mezzogiorno, col fiato ansante, con gli occhi stravolti, non volle arrestare la corsa folle, neppure per mangiare un tozzo di pane: avrebbe perduto mezza versta; e si trattava dell’avvenire suo, della sua famiglia, che avrebbero avuto la loro parte di tanta fortuna.
Trascorsero altre ore spossanti, finchè ben presto il cielo imbrunì.
Ora non correva più; camminava, trascinando i piedi, premendo forte il cuore.
I piedi non lo sostennero più: il cuore, scoppiatogli in petto, aveva cessato di battere.
Il povero uomo non si rialzò, per godere la terra sua.
L’indomani fu scavata la fossa: lunga tre metri, larga uno, profonda due.
La terra che basta a un uomo