Nel marzo del 1546 ad Ambon, san Francesco Saverio incontra un mercante portoghese che sta andando nell’isola di Seram.
Non perde l’occasione e sale sulla nave.
Con loro c’è Fausto Rodríguez, un giovane inquieto, che aveva abbandonato la patria per una vita di avventura.
Dopo tre giorni di viaggio si scatena la tempesta.
L’imbarcazione rischia di schiantarsi contro gli scogli e andare a pezzi.
Saverio prende il Crocifisso che porta al collo con un cordone e lo cala nel mare, mentre prega Dio di salvarli.
Ma il cordone si spezza e il Crocifisso gli scappa di mano, portato via dalle onde.
La tempesta continua per un giorno e una notte, finché la nave incaglia sulla spiaggia di Seram.
A terra, Saverio e Fausto si avviano verso il villaggio di Tamilau.
Dopo pochi passi, vedono un granchio uscire dall’acqua, con il Crocifisso tra le chele.
Il Saverio prende in consegna il suo piccolo Crocifisso di legno, lo bacia, lo stringe tra le
mani e si raccoglie in preghiera,
ringraziando Dio per lo scampato pericolo e per il Crocifisso ritrovato.
Ne è testimone quel giovane Fausto che, poco prima di morire, chiese di essere sepolto con una piccola
colomba che gli aveva donato il Saverio come pegno che si sarebbero rivisti in cielo.