Quando vivremo la Settimana Santa, tutta la comunità si rallegra.
Pensiamo alla liturgia della Domenica delle Palme, all’ingresso a Gerusalemme di Gesù che attraversa la “Porta Aurea” e poi il tutto si conclude sempre nella Città Santa, al sepolcro e, anche lì, un’altra porta, quella del santo Sepolcro.
L’uomo vive la speranza di essere, una speranza alimentata dalla Grazia dello Spirito Santo, come mediteremo a Pentecoste: ”Mendichiamo lo Spirito perché soltanto la Sua incontenibile potenza può ridestare in noi la passione per il nostro destino”. (Don Carron)
Se ci limiteremo a vivere questa settimana nel solo “tradizionalismo” perderemo l’occasione di ciò che conta veramente.
Se non interessa Cristo, faremo come tanti altri, andremo via anche noi.
C’è un desiderio che deve rinnovarsi ogni giorno.,
Perché ho scelto questo titolo “La possibilità di essere”?
Per una frase che leggevo in un biglietto di auguri: ”L’alba è già qua. Per quanto sia normale vederla ritornare mi illumina di novità. Mi dà una possibilità”.(Jovanotti)
Questa nuova alba è il giorno di Pasqua.
Senza la Pasqua, che senso avrebbe il giorno?
Pensiamo ai Profeti, ad Elia in particolare. Come hanno vissuto la fede quando tutto sembrava concludersi? Quando hanno vissuto il momento di depressione? Elia stesso dirà: “Basta! Prendi ora, o Eterno, l’anima mia, poiché io non valgo più dei miei padri!”. (1 Re 19,4)
Vive il deserto, vive la paura di sentirsi abbandonato e Dio invece si fa risposta.
Dio interviene nel momento della paura e ci aiuta a comprendere che la vita è un valore, ma non secondo le nostre categorie.
C’è una porta nuova, una nuova alba, quella della Pasqua che è una vera risposta, non una delle tante, ma la vera risposta.
Pensiamo alla Madonna, cosa ci lascia in questo momento drammatico della settimana santa che Lei ha vissuto nella pienezza della fede?
Mi basta quella parola di Jacopone da Todi per capirlo “Stabat”, in italiano “Stava in piedi”.
Alcune volte penso ai funerali, dove i familiari stanno sempre seduti durante la Messa, questo segno di “depressione, non accettazione o anche rifiuto della preghiera”.
Riporto quello che dicevo all’inizio: ”Non interessa più Cristo”.
Perché questo rifiuto?
Perché c’è la presunzione che Dio non esiste e la Pasqua è solo una festa della culturale popolare.
Ed è qui che noi siamo chiamati a testimoniare che in noi c’è sempre quel desiderio di vivere Cristo, vivo ed eterno.
Un’alba nuova che dà un senso al giorno.
IL PARROCO
PROSSIMI APPUNTAMENTI
Il corso cresima adulti inizierà SABATO 11 aprile ore 18,15 (matrice)
DOPO PASQUA costituzione del consiglio pastorale
CRESIMA 2 MAGGIO ore 18,00
PRIMA COMUNIONE 31 MAGGIO ore 11,00 matrice
NOVENA SAN GREGORIO: dal 21 aprile al 1 maggio
NOVENA SANTA CROCE: dal 24 aprile al 3 maggio
8 MAGGIO: supplica Madonna di Pompei (festa della Mamma)
22 MAGGIO: Festa Santa Rita
DOMENICA 24 MAGGIO: Festa Maria Ausiliatrice e festa del perdono